mercoledì, settembre 30, 2009
Infinity Messaggi
- Ricordo di una donna ed un uomo che pur non essendo nati nello stesso anno erano coetanei.
- Ricordo del loro amore: cosi intenso a volte da metterli contro, tanto intenso da tenerli sempre uniti, come il cielo e le stelle.
- Ricordo di come si cibassero l'uno dell'altro e di quanto la loro fame rimanesse lo stesso insaziabile.
- Ricordo di come fossero necessarie solo poche note x commuoverli e di quando, a volte, non bastasse un intera sinfonia x farli smuovere dalle loro posizioni.
- Ricordo i loro occhi: sempre lungimiranti e intensi, anche quando le nebbie della vita provassero ad offuscarli.
- E ricordo i loro corpi: un arco ed una freccia fatti apposta x andare oltre.
- Ricordo il loro essere, allo stesso tempo, un esercito folle e distruttore, assetato di sangue ma anche armata di pace carica amore e volontà.
- Ricordo il rumore dei loro cuori: forti e scuri come tamburi di guerra, delicati e gioiosi come le campane di Pasqua.
- Ricordo la geografia dei loro corpi: mari senza fondo e maestose montagne impallidivano al loro cospetto.
- Ricordo la matematica dei loro cuori fatta solo da infiniti e naturali numeri primi.
- Ricordo la storia delle loro vite segnata sui visi, sulle mani e sui piedi, che tanto avevano camminato prima di farli incrociare.
- Ricordo anche l'ora di religione delle loro anime perchè la loro reciproca devozione aveva eretto la cattedrale più alta e bella che memoria di'uomo ricordi.
- Ricordo la pittura dei loro pensieri e la scultura delle loro parole e non v'era museo sì grande e famoso degno di ospitare i capolavori che uniti creavano.
- Ricordo scale ed ascensori che li conducevano verso il cielo e i conseguenti salti nel vuoto, arditi e coraggiosi, come solo chi e' veramente cosciente sa e vuole essere.
- Ricordo lucchetti e serrature con le quali sigillavano il loro amore.
- E ricordo di come, fieri ed orgogliosi, ne buttassero tutte le chiavi perchè loro non temevano i legami.
Ho ricordi e speranze, vivo in bilico sull'asse del tempo e sorrido ai giorni che arriveranno.
lunedì, luglio 27, 2009
Sogno di una notte di mezza estate
Lei suonò il campanello e lui corse ad aprire la porta. Il sorriso radioso come saluto per poi scivolare, veloce, nell'appartamento, stanca ma non abbastanza da offuscare la luce che le era propria, da impedirle di illuminare tutto l'ambiente.
Lei che aveva così cambiato la sua vita.
Una piacevole rugiada di primavera che si era trasformata nella più intensa, forte e persistente tempesta monsonica a memoria d'uomo, almeno della sua memoria.....
Banale e scontato così mi parse l'incipit del racconto. Similitudini di terza categoria e luoghi comuni.
E poi... a noi non serviva alcun campanello, io aprii la porta nello stesso istante in cui lei vi ci arrivò davanti. Superflui per noi tocchi e campane.
Entrò e mi sorrise, ci baciammo e, insieme, scivolammo in un sogno lisergico fatto di carne, amore, risate e poi ancora carne.
Spazzate via dalla nostra passione, capovolte dall'intensità dei sentimenti le ore volarono via come tappi di champagne per sciogliersi poi nel buio tardivo di una calda sera di luglio.
Liquefatti nella gioia, l'orologio non tardò a far arrivare il momento del saluto.
Quel saluto che quando passa sulla lingua sa di cicuta, che quando attraversa i timpani è come la sirena di un allarme che ti ricorda che stai cadendo dall'alto, molto alto e rapida e rovinosa sarà la discesa.
Quel saluto che e' un calendario da sfogliare alla ricerca della prossima volta.
Ci stava tutto questo e molto altro ancora in quel bacio di arrivederci che altro non era che la vetrina delle cose belle della vita.
Lei poi uscì e si allontanò nel buio, scia rosso sangue che si dilegua tra le luci della città.
Poco dopo arrivò, rapido, il messaggio: " Sono arrivata, ti amo".
Sorrisi lieve e mi rituffai grave nella vita, in apnea... fino alla prossima volta.
venerdì, luglio 24, 2009
HOME
Let me go home
I’m just too far from where you are
I wanna come home
........
Perchè se penso CASA non mi viene in mente l'appartamento dove abito ?
........
And I feel just like I’m living someone else’s life
It’s like I just stepped outside
When everything was going right
And I know just why you could not
Come along with me
'Cause this was not your dream
But you always believed in me
... LET ME GO HOME
domenica, marzo 29, 2009
L'anello di Moebius
Non ho mai perso troppo tempo ad ordinare lo scaffale dei miei pensieri, so bene dove stanno le cose importanti anche se l'entropia è sempre piu' evidente nel mio mondo.
Sono poche le certezze che ho avuto nella vita ma una svettava su tutte: io fermo non ci so stare.
Adoro correre, vivo per ansimare e l'idea anche solo di rallentare il mio pensiero mi terrorizza.
Come in un anello di Moebius ho scorrazzato lungo pareti che sembravano a due dimensioni per ritornare sempre al punto di partenza.
Come in un anello di Moebius il mio fuori è diventato il dentro per ritornare, poi, ad essere fuori.
Come in un anello di Moebius sono partito per la tangente per ritorcermi e tornare me stesso.
Questo sono io, questo sono stato io.
Poi una nuova consapevolezza: si puo' cambiare per cristallizzarsi in una nuova e sconosciuta forma.
E l'ho fatto.
Mi hai preso per mano e io mi sono fatto guidare verso molecole sconosciute.
Mi hai indicato il posto dove stanno atomi misteriosi.
Hai accelerato le mie particelle elementari tanto da farle nascere a nuova vita.
E insieme abbiamo riscritto la nostra tavola periodica degli elementi.
Insieme abbiamo risolto equazioni logaritmiche con incognite inesplorate.
E ora sono qui, di fronte a te, che hai sollevato le mie montagne, per dirti grazie.
Sei la colomba che mi ha porta il ramoscello d'ulivo della nuova terra.
Sei il tremito della mia carne.
Sei il filo rosso che mi lega al mondo
Sei il labirinto dal quale non voglio uscire.
Mi rendi forte come non mai e io te ne sono grato.
I tuoi sospiri e i tuoi gemiti sono il filo spinato nel quale mi avvolgo sorridendo.
Mi hai portato alla fine dell'amore perche' dopo di te niente sarà piu' come prima.
mercoledì, novembre 05, 2008
TOCCARE FERRO...
Era il 6 febbraio quando rimasi fulminato da quest'uomo e ora... è tutto vero !!!
Non ci posso credere... una volta tanto il "cavallo perdente" ha vinto e io non ho portato sfiga !!!
Sono al settimo cielo, il mondo puo' davvero diventare un posto migliore e tutti noi possiamo essere migliori...
YES WE CAN
mercoledì, ottobre 08, 2008
E il lupo mangio' Cappuccetto.
E cosi' ci sono riuscito, non riesco forse nemmeno a pensarci sia successo veramente ma l'ho fatto.
Era quasi buio quando ho deciso di chiamarti per chiederti se avevi un ora per me e tu me l'hai concessa, pronta forse da secoli a questo momento.
Solito posto? Si, solito posto.
Ti ho vista arrivare e... no, non ce la faccio. Non stasera, non ora, non in questa vita.
Nemmeno il mio analista di fiducia, monitor e tastiera, riusciranno ora a tirarmi fuori parole con un minimo di senso.
Perche' lo fai ?
Perche' te lo devo, perche' non si lasciano le persone appese ad un filo, perche' sono innamorato di un altra donna.
E lei ?
Non lo so.
E ora ?
Non mi cercare, ti prego.
E ora ? Che faro' ?
Riprenditi la tua vita, ti ho rubato un sacco di tempo.
E ora ? Che farai ?
Per favore, lo sai che non sono capace di dire basta, che non sono capace a chiudere le cose per bene ma lo devo fare stavolta.
E come pensi possa vivere ora io ?
Potrei dirti chiamami quando vuoi, cercami quando vuoi io non manchero' mai ma non lo dico. Devi fare da sola stavolta.
E tu ? Come pensi di poter vivere ?
Non mi pongo il problema.
Ma perche' ?
Perche' non ti amo come tu vorresti, amo un altra.
Si, l'hai detto ma lei ?
Lei non lo so, te l'ho gia' detto. Ma non importa ora, qui.
E poi ancora parole, lacrime e suppliche vicendevoli.
Ma davvero non ora, non stasera, non riesco quasi piu' a scrivere.
Ti prego esci dalla mia testa, sbatti pure la porta ma vai.
JLH
...
Ma perche' quando ho detto quei due "non so" mi e' parso di vedere un barlume di luce al fondo di quelle 2 grotte verdi ? Indomita bastarda.
...
domenica, ottobre 05, 2008
The blind corner 2
... e poi succede che un colpo di vento ti spinga oltre, un vaso di fiori dal secondo piano ti cade in testa, una voce da dietro ti fa voltare o piu' semplicemente distogli lo sguardo per poco e ti accorgi di quello che i fotoricettori ti avevano celato fino ad un attimo fa.
L'informazione sale veloce verso i neuroni, una sinapsi si attiva e vedi.
Vedi quello che non immaginavi esistesse ed invece e' sempre stata li.
Il nulla prende forma, il nero acquista i colori e tu ritorni a sapere.
Non serve piu' compensare ora, e nemmeno immaginare le forme e riempire di sogni quello che non c'e'.
Ci voleva forse la Fata Verde per aiutarmi a spostare la testa o magari un po' di melanconia contagiosa.
Non so, non importa, me ne fotto.
venerdì, ottobre 03, 2008
The blind corner
Ho imparato da tempo che gli angoli ciechi non esistono solo mentre si guida una macchina o si pilota un aereo.
Ho imparato che anche gli occhi degli esseri umani hanno un punto cieco, un punto nel nostro campo visivo che rimane oscuro se non voltiamo la testa.
E' una questione di spazio: non ci sono i fotoricettori perche' c'e' il nervo ottico.
E cosi' cose che dovremmo vedere non sono viste, una parte del mondo rimane completamente oscura.
La cosa grave e' che, in questo modo, siamo completamente ciechi per certe cose, gli occhi ci nascondono cose che invece non dovremmo ignorare.
Andiamo per la nostra strada senza che alcuni pezzi del puzzle siano al loro posto.
Stappiamo bottiglie di champagne grazie al punto cieco.
E poi succede che arriviamo ai nostri punti ciechi senza che il cervello se ne accorga, non compensa...
... forse ci protegge.
mercoledì, ottobre 01, 2008
VIVA LA VIDA
Non v'è altra porta
Non v'è altro cielo
Non v'è altra bellezza
Hai una casa nel mio cuore
Tu che sollevi le montagne
lunedì, settembre 29, 2008
Once upon a time...
Oggi non è giornata per concludere niente, la concentrazione è una chimera, voli pindarici si alternano freneticamente a crolli verticali... e allora che faccio ?
Imbambolato verso il monitor con le cuffiette alle orecchie mi rintrono di google alla palese ricerca di quanto di piu’ triste e desolante io conosca.
Ed e’ un banchetto delle oscurità quello a cui sto partecipando: le gambe penzoloni del Giardino delle vergini suicide, la bellezza unica di Lisa Bonet bagnata nel sangue di Angel Heart, l’incomprensibile desiderio di morte delle adolescenti nella metropolitana di The suicide circle.
No ! Basta per favore.
No oggi no, non posso sopportare questo.
Muovo il mouse stancamente, non so nemmeno cosa cliccare e lo poso.
Poi la mano sinistra, sempre lei, si avvicina alla tastiera e digita noodles deborah… e mi esplode davanti agli occhi immagini e parole di un amore andato oltre il tempo.
Mi affanno alla ricerca di una scena, si quella che ancora adesso mi fa mancare il fiato: lei esce di corsa dal teatro e sorridendo gli chiede:
HAI ASPETTATO TANTO ?
Lui ricambia il sorriso, butta il sigaro e risponde
DA TUTTA LA VITA
e poi vanno a cena nel ristorante sul mare che Noodles ha prenotato esclusivamente per Deborah, con l’orchestra che, complice, suona Amapola.
“Oh, figlia di principe quanto son belli i tuoi piedi nei sandali…”
Sai che leggevo la Bibbia tutte le sere?…E tutte le sere pensavo a te.
“Il tuo ombelico è una coppa rotonda dove non manca mai il vino, il tuo ventre è un mucchio di grano circondato da gigli, le tue mammelle sono grappoli d’uva, il tuo respiro ha il dolce sapore delle mele.”
Nessuno t’amerà mai come ti ho amato io.
C’erano momenti disperati che non ne potevo più e allora pensavo a te… e mi dicevo Deborah esiste, è là fuori…e con quello superavo tutto.
Capisci ora cosa sei per me?”.
Tutti dovrebbero vedere questa scena, questo film almeno 3 volte nella vita: a
Io l’ho visto decine di volte e oggi era necessario rivederlo ancora.
… tu sei la sola persona che io ho mai...
Che hai mai... cosa? Vai avanti. Che hai mai...
Di cui mi sia importato. Ma tu mi terresti chiusa a chiave in una stanza e getteresti via
Si credo di si
Il guaio è che io ci starei anche volentieri.
.... meglio che vada via da qui ora, subito.
venerdì, settembre 26, 2008
UOMINI DURI
Anche in questi giorni vivo la mia solita condizione di casino, ehehe... quasi ne fossi dipendente non riesco quasi piu' ad immaginare una vita fatta di 6 ore di sonno, di risvegli lenti e paciosi e di mente sgombra e lieve.
Ma non mi lamento, adoro vivere cosi' e nessuno mi obbliga a farlo se non me stesso. E' il mio modo, forse, di pizzicarmi le gote e dirmi: ehi sei sveglio, sei vivo.... datti da fare.
E, come diceva Agostino, corro sempre verso nuovi obiettivi, dimenticando quel che c'e' dietro.
Ma faccio tutto da solo e ho pagato di mio per imparare a non usare il condizionale e a dimenticare l'uso della negazione davanti al verbo potere anche se, mi accorgo che ogni giorno che passa, la tentazione di dire VORREI o NON POSSO aumenta ma, fino a che avrò fiato in gola, farò di tutto per evitarne la frequentazione.
Cammino dritto con la testa alta da sempre ma solo perché non sono capace di fare altrimenti.
No, non sono un duro al massimo uno indurito.
Perche tutti vorrebbero essere dei duri ma essere duri non vuol dire fare spallucce ed andare avanti fottendosene, essere duri vuol dire saper accettare e, se ci si riesce, sorridere lo stesso.
Ma non credo che sia necessario essere inossidabili 24 ore al giorno e rivendico il mio diritto ad abbassare la guardia ogni tanto, anzi sono convinto che ogni tanto faccia bene… bisogna solo avere la fortuna, per chi ci crede, o la bravura di farlo al momento giusto...
...una robetta da niente, vero mon camarade ?
giovedì, settembre 25, 2008
IN VIAGGIO VERSO ARRAKIS
Chani scrive:
ehi che ci fai qui ?
Chani scrive:
non è presto per te ? solitamente hai orari piu' vampireschi :)
Muhadib scrive:
aspettavo te, volevo parlare un po', sono stanco.
Chani scrive: woz up?
Muhadib scrive:
niente di che
Chani scrive:
si e tu mi dici cosi per niente di che, sei cretino
Chani scrive:
manco non ti conoscessi
Muhadib scrive:
se tu dovessi dire una caratteristica che ci distingue nettamente l'uno dall'altra che diresti ?
Chani scrive:
tipo che io sono bella e tu no, che io sono intelligente e tu ti arrangi
Chani scrive:
che io sono innamorata e ti corro dietro e tu scappi ?
Muhadib scrive:
sulla seconda avrei qualcosa da dire ma visto che sono un generoso ti lascio illudere
Chani scrive:
il resto invece va tristemente bene vero ?
Muhadib scrive:
non era questa la domanda
Chani scrive:
cretino
Muhadib scrive:
2 alla quinta volta che me lo dici ti danno un chupa chupa ? :P
Muhadib scrive:
cmq intendevo dire come modo di vedere le cose della vita
Chani scrive:
ah, ho capito credo tu intenda farmi dire che mentre io ho si radici occidentali ma rami che puntano ad est tu sei incredibilmente piantato ad ovest
Muhadib scrive:
si esatto, una questione filosofica piu' che altro
Chani scrive:
e che quindi abbiamo paradigmi filos si ecco l'hai detto tu
Chani scrive:
abbiamo parlato anche di questo ieri, vero ?
Muhadib scrive:
si abbiamo parlato di Kant e Bodhidharma
Chani scrive:
non lo ricordavo certo che devi riconoscere che a parlare di zen con le lacrime agli occhi sono una gran figa, no ?
Muhadib scrive:
tu sei il tratto di strada che porta al Nirvana, te lo dico da milioni di anni
Chani scrive:
peccato che tu quella cazzo di strada tu non la voglia percorrere
Muhadib scrive:
dai comandante Tania segui il mio discorso pls
Chani scrive:
Ernesto Ernesto ti seguo portami sulla cordigliera anche se stai vaneggiando secondo me
Muhadib scrive:
sono stanco comandante che ti credi che qui si
Muhadib scrive:
abbiano a disposizione tate e filippine come dove so io :P
Chani scrive:
e potrebbe essere tutto tuo
Muhadib scrive:
si e coso ? tuo marito ? mi da anche la sua parte ? hehehehe :)
Chani scrive:
e' tutto mio o quasi cazzo di problemi ti fai ?
Muhadib scrive:
ma ormai non lo reggi piu', ti sta sulle palle che aspetti ?
Muhadib scrive:
a prescindere da tutto intendo anzi a prescindere da me
Chani scrive:
uno non lo reggo piu' e' vero ma con il bambino e' comunque un discreto padre
Chani scrive:
due e quindi non voglio toglierlo a mio figlio e tre, caro il mio signore di arrakis,
Chani scrive:
lo farei solo con te perche' so che saresti l'unico ad amare mio figlio tanto quanto ami i tuoi
Chani scrive:
e quattro visto che mio figlio merita tutto l'amore del mondo come quello che tu un tempo davi a me
Chani scrive:
non tolgo se non sono certa di poter dare quanto di meglio c'e'
Muhadib scrive:
stop stop nn ti infervorare era una domanda cretina scusa
Chani scrive:
non era cretina era logica
Muhadib scrive:
no era cretina e fuori luogo e cmq che hai ? sei incazzata con me ?
Chani scrive:
no no scusami solo che voglio capire dove mi vuoi portare con le tue parole stasera
Muhadib scrive:
prendo una siga, spe
Chani scrive:
ok wait
Muhadib scrive:
back to the roots :)
Chani scrive:
:)
Muhadib scrive:
qual'e' uno dei principi zen ?
Chani scrive:
togliere e non aggiungere, eliminare il superfluo per arrivare all'essenziale
Muhadib scrive:
e nell'amore, nei rapporti tra le persone ?
Chani scrive:
lo stesso se vuoi
Muhadib scrive:
quindi togliere non vuol dire essere egoisti anzi e' il sacrificio che vale di piu'
Muhadib scrive:
e defilarsi se serve per la serenita' e' regalare il meglio di se' stessi
Chani scrive:
è come dire io ti amo cosi tanto che so rinunciare a te perche questo forse ti fa star meglio
Chani scrive:
e' l'amore incondizionato ma la smetti di ascoltare sempre lo stesso disco ? :)
Muhadib scrive:
ma sai chi e' che suona ?
Chani scrive:
si si lo leggo e penso che se non avesse fatto quel concerto ora tu saresti un altra persona ma che cazzo ti fa quella musica ?
Muhadib scrive:
mi ricorda che devo respirare e a te ?
Chani scrive:
quel disco ? stacca la corrente dal mondo, spe siga io ora
Muhadib scrive:
ok
Chani scrive:
e allora perche' tutto sto discorso ?
Muhadib scrive:
avevo bisogno di sentirtelo dire
Muhadib scrive:
questa e' la scelta che hai fatto tu
Chani scrive:
questa e' la strada che scelgo tutte le mattine
Muhadib scrive:
mi hai raccolto un sacco di volte agli angoli delle strade
Chani scrive:
anche tu l'hai fatto tante volte e sai il perche ? perche tu sei fatto cosi' ogni tanto ti fermi agli angoli delle strade perche' sei esausto poi trovi qualcosa per ricaricare le pile e riparti veloce come sempre per la tua strada e starti vicina e' stato gioire della tua energia, della tua forza.
Chani scrive:
non voglio sapere cosa ti passa per la testa anche se temo di immaginarlo ma ne voglio fottere domani vado a milano moda :)
Chani scrive:
ma sappi
Chaniscrive:
anzi ricorda
Chani scrive:
che mille battaglie hai sostenuto alcune perse altre vinte ma da tutte hai avuto la capacita' unica di imparare qualcosa
Chani scrive:
ed e' questo qualcosa moltiplicato per mille che ti rende unico e io sono fortunata perche' l'ho capito prima di tanta altra gente
Muhadib scrive:
sangre y mierda ricordi ? :)
Chani scrive:
si proprio quello intendevo :)
Chani scrive:
e la differenza tra me e te non sono ne Kant ne Bodhidharma
Chani scrive:
la differenza tra me e te e' che io ti ho aspettato e ti aspettero' fino a che ne respirero' la tua stessa aria
Chani scrive:
tu invece no, ti sforzi ci provi ma per te aspettare e' come l'autogrill in autostrada, un po' di tempo, il necessario e poi di nuovo a manetta verso le cose che hai da fare.
Chani scrive:
sono e saro' stronza ma io nn me la voglio perdere quella luce, nn rinuncerei mai al rumore che fai quando superi la barriera del suono, costi quel che costi. Mi sei sfuggito per anni non succedera' mai piu.Costi quel che costi.
Muhadib scrive:
do ut des mia concubina
Chani scrive:
forse ma io il mio bilancino con te l'ho buttato gia' ai tempi in cui lo usavamo veramente :)
Muhadib scrive:
AHAHAHA
Muhadib scrive:
mi commuovi
Chani scrive:
lo so a chi lo dici
Muhadib scrive:
ora vai a letto per favore che domattina ti tocca una giornata che manco allo Zen di Palermo :)
Chani scrive:
scemo comunque hai ragione domani me la meno un po' ma mi devo svegliare presto c'e' un casino su quella autostrada
Muhadib scrive:
mi fai sapere quando arrivi ?
Chani scrive:
e perche tu non me lo fai sapere piu ?
Muhadib scrive:
shhhhhhhhhh lo faro'.
Muhadib scrive:
nn voglio dimenticare le cose che mi hai detto oggi le pubblico sul blog cosi da rileggerle quando voglio
Chani scrive:
si mi ha detto cris che hai un blog e dirmelo ?
Muhadib scrive:
manco per il cazzo, parlo troppo di te per fartelo leggere (sorry for the french) ;)
Chani scrive:
stronzo !
Muhadib scrive:
si ma simpaticone :))))
Muhadib scrive:
sparisci ora, vai a riposare e... non mi perdere di vista, sto ricercando l'ennesima strada
Chani scrive:
no no stavolta ti ho messo un microchip addosso, non ti perdo
Muhadib scrive:
forse nn mi faro' trovare ma tu insisti, non lo so dove andro' a finire ma nn ti arrendere.
Chani scrive:
se non la smetti qui i rubinetti agli occhi non si chiudono e non riesco a leggere
Muhadib scrive:
buonanotte Chani, orgogliosa Freman figlia del deserto, possa la spezia indicarti sempre la via
Chani scrive:
buon riposo Muad'Dib, signore di Arrakis e portatore della Luce. Tu sei il Melange, tu mi indichi la via
Muhadib scrive:
heheheh
Chani scrive:
:)
Muhadib scrive:
40 anni sprecati ?
Chani scrive:
magari solo 40 :)
Muhadib scrive:
senti la notte e riposa, asap
Chani scrive:
see ya soon anche se non ci conto troppo.
COSI NON MI DIMENTICO DI AVER LETTO QUESTE PAROLE
domenica, settembre 21, 2008
The times are in A changing
Spesso abbiamo paura del cambiamento, lo temiamo perché è destabilizzante, perché ci fa paura, perché non ci piace.
Lo rifuggiamo eppure inconsapevolmente lo rincorriamo perché cambiare e' crescere e crescere é doloroso.
Quel dolore sordo che ci trafigge da parte a parte, come una mano che attraversa il cuore e lo svuota delle poche cose di cui siamo certi.
Eppure non possiamo fare a meno di cambiare, perché non siamo capaci di trasformare in statue di sale persone e momenti che ci stanno attorno, perché non amiamo le paludi e temiamo i girini e non vogliamo che il tempo ci trascini via per le caviglie.
E allora siamo capaci di cambiare idea, di accettare che matassa si svolga ancora e faccia crescere in noi la consapevolezza che cambiare e' ineluttabile, che crescere e' tutto nella vita e che ci piace diventare migliori di prima,
Ho sempre creduto che solo un cretino non cambia idea, temendo gli uomini di marmo, quelli coerenti a tutti i costi, rivendicando il mio diritto al doppio salto mortale e il mio dovere di stare sempre un passo avanti non solo agli altri ma, sopratutto, a me stesso.
E ora sono in cima alla pertica, con la testa che quasi sfiora la sommita' del tendone, e vedo il trapezio avvicinarsi a me. Non c'e' rete di protezione sotto, solo la terra nuda e dura. Si avvicina sempre piu', io aspetto che sia piu' grande ma so gia' che non mi arrivera' mai dritto tra le mani.
Chiudo gli occhi e mi lancio, sudo e tremo nella vana speranza che non se ne accorga nessuno.
Lo afferro. lo stringo forte con le mani e mi lascio andare. Cerco di non guardare la sotto, lontanissimo.
Poi mollo la presa, un ultimo salto mortale e come d'incanto mi trovo dall'altra parte. Le gambe ancora un po' tremano e le nocche sono bianche.
Ho cambiato idea.
giovedì, settembre 18, 2008
ELENCHI PUNTATI E NUMERATI
1 ) Ho l'affanno, sto correndo talmente veloce con la mente che ho il respiro corto e qualche goccia di sudore imperla la fronte.
- Dei 14 miliardi di NEURONI che ho nella testa 2 miliardi si stanno occupando della gestione minima del sistema ma il resto ?
- Il resto che sta facendo ora ?
- Se gli altri 12 miliardi stanno fermi tutto si raffredda e ho i brividi, se invece decidono di mettersi a correre, sale l'adrenalina, sudo e respiro a fatica.
- Quindi ora i miei NEURONI stanno alternando una corsa affannata all'immobilismo piu' assoluto presumo e io, come spesso accade, non ho alcun controllo su quello che fanno.
- In balia degli eventi, come non vorrei, ma come spesso accade.
2) Non credo di essere capace ad usare la parola BASTA come si dovrebbe.
- Eppure avrei dovuto imparare: "Dimmi quando basta" mi diceva mia madre ed io non l'ho mai detta, perché non ne sono capace, perché non la so articolare, perché io, alcune volte, non sono capace di dire "Adesso BASTA, vattene" perché io non ne ho mai abbastanza: di amore, di dolore, di lacrime, di gioia, di sofferenza e di piacere.
- Perché io voglio di più, perché di più e' meglio.
3) Chi decide qual'e' la linea del mezzo PIENO e del mezzo VUOTO ?
- E' stabilita per legge o e' più semplicemente legata alla natura dei miei bisogni e dei miei desideri ?
- E' incisa con il diamante nel cristallo o posso semplicemente usare dito e saliva per spostarla in alto e in basso sulla base di quello che mi ci viene versato dentro ?
- Voglio poter continuare a decidere di bere di piu quando ho sete e meno quando non ne ho, restare sobrio oppure ubriacarmi di sentimenti perchè in fondo il mio bicchiere e' senza fondo, ne' PIENO ne' VUOTO, e' solo un mezzo per arrivarmi dentro senza passare dalla testa.
4) Alcuni libri mi hanno rovinato la vita ma solo Shakespeare ha devastato il mio improbabile pedigree di "tombeur de femmes", lui e il suo SONETTO 47, lui e il suo cazzo di GIULIETTA E ROMEO.
- Ho vissuto per anni pensando che una passione cosi' potesse segnarti la vita, che se un ciclone come quello mi avesse travolto saremmo rimasti insieme per sempre.
- L'ho pensato, l'ho vissuto ma poi ho imparato che l'amore e' anche fatto di scelte, che la maggior parte delle volte sta ai protagonisti aver cura di costruire il proprio LIETO FINE mettendo via il pugnale ed il veleno per far spazio a cazzuola e cemento.
- E non lo vorrei dire ma lo so che, nonostante le migliori intenzioni, le scelte più ponderate quasi sempre, PREPOTENTEMENTE è il destino a decidere le cose e...
- VINCE COMUNQUE...
- ... e io continuo a vivere di passioni.
Tra 3 ore la sveglia... e tu, che sei lontana, ora dormi serena.
martedì, luglio 29, 2008
It's just matter of time
Voglio vivere quello che ho, vivere il mio tempo perche' il tempo vola.
Il tempo non aspetta nessuno, il tempo, quello capace di guarire le ferite o di renderle ancor piu' dolorose.
E io che so fare del tempo ?
Io so solo stare in piedi sul "promontorio del tempo" e camminare verso il mio tempo, perche' quello che tutti quanti vogliamo e' altro tempo, tempo per alzarsi, tempo per andare avanti, tempo per crescere, tempo per lasciare andare... tempo, solo tempo.
giovedì, luglio 10, 2008
NOVE LUGLIO
SPIAGGIA
Ho letto il libro di Fabio Volo... boh, mah, chi lo sa ?
Forse sono fuori target per scoprire cose che penso da piu di 10 anni.
martedì, luglio 08, 2008
SETTE LUGLIO
Sono in un bar dalle parti della spiaggia, dalla casse neoromantici napoletani si alternano a italiani sempreverdi.
Poi il silenzio e la voce di un Vasco ragazzo canta Albachiara.
Si e' banale lo so ma mi toccano quelle note di una canzone che da 30 anni fa emozionare tutti e cosi mi ritrovo a canticchiare sommessamente, mi giro e vedo altri cantanti improvvisati, dai 14 ai 44 tutti raccontano a loro stessi di una ragazza timida capace pero' di chiudere tutto il mondo fuori.
E mentre canto mi si chiude lo stomaco, farfalle emotive vi ci scorrazzano dentro e io non so a che pensare.
Voglio dare pace ai pensieri, li rifuggo ma non sono abbastanza veloce.
Poi due braccine piccole mi scivolano addosso e una voce urla: "Pelato bellissimo !"
E' Satanassa che, ancora bagnata, mi reclama in mare. Mi arrendo, come sempre, a lei: mollo Vasco, Alba e Fabio Volo.
Faccio scivolare i miei pensieri dentro quelle tazzina ormai finita di caffe', sorrido e mi lascio trascinare nel mare verde.
Ho detto STOP, che tutto si fermi per questi giorni.
lunedì, luglio 07, 2008
CINQUE LUGLIO
Sono arrivato.
1250 km e 14 ore di viaggio da casa, praticamente come andare su Alpha Centauri.
Il posto e' bellissimo: la Sila verde scuro scende veloce sullo Ionio verde chiaro e il cielo blu è cornice alle case bianche ed assolate.
Un vento caldo porta con se' aria secca a 36 gradi e io mi sto sciogliendo.
Se avessi dovuto immaginare Addis Abeba lo avrei fatto cosi'.
giovedì, giugno 26, 2008
The Catcher in the Rye
Gentile dottor Salinger,
scrivo queste mie righe per renderla partecipe di una serie di eventi che attraversano la mia vita nella speranza che la forma scritta della riflessione mi aiuti a far chiarezza.
Mi e' stato sempre insegnato, sin da adolescente e lei fu IL PRIMO, che le raffiche di vita sono cosa che tutti aspettano ma che pochi hanno il coraggio di uscire dal riparo di una esistenza per sentire sul viso la forza del vento, brezza o tempesta che sia.
Ricordo, con piacere e rimpianto, le sue parole quando mi invitava a vivere intensamente, addirittura anni e anni fa mi esortava dicendomi: "Live fast, die young", ma nonostante impegno ed applicazione con un po' di fortuna, per quanto sia veloce la mia vita io ancora sono qui a scrivere. E che dire poi degli altri frutti della sua dottrina ? Ho fatto della mia esistenza un laboratorio di rapporti interpersonali, ho mischiato sacro e profano, ho alternato osservazione scientifica a coinvolgimento viscerale, lava dell'Etna e armonie Zen, insomma ho fatto dei bei pasticci ma sono sempre qua, piu' PAVONE che mai.
E ora? Beh caro il mio JD, lei ha fatto il casino e lei ora se la sistema la situazione, dandomi le indicazioni, per filo e per segno, per raggiungere la mia meta. Lei ora leggerà questa mail che ho ricevuto e mi farà partecipe delle sue riflessioni, senza fiatare, senza discussione alcuna e mi dirà la sua: per bene e con chiarezza.
...e non cerchi di scappare alle sue scelte, ne io ne lei possiamo permettercelo più, non ci è mai stato consentito prima si figuri ora.
Con immutata stima e gratitudine.
Muh
P.S.: quando lo incontrerà mi usi la cortesia di salutare per me il suo amico Holden, quello giovane.
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E ancora una volta eccomi, silenziosa, di fronte a te che mi scruti e ma non sono io, questa volta, il tuo orizzonte ma le mie parole, parole che, sappilo, sono tornate, per certi versi un po' all'antica, a com'era prima della tua amata era dell'informazione, perché, ti ho spedito questa stessa mail anche via posta tradizionale a casa di tua madre, scritta a manina come facevamo anni e anni fa, ai tempi dei treni in orario e dell'estate-estate, inverno-inverno.
Il tempo scorre, mio adorato, vola, passa, scivola via oppure non trascorre, rimane li immobile, stagno pieno di girini destinati a non compiere mai il loro destino.
Ma a volte il tempo non esiste, e' solo una parola nelle pagine di vocabolario, per questo non ha cancellato tutti i miei giorni con te.
Ed è una sensazione strana quella che mi prende quando sono nella tua zona d'influenza, fisica o spirituale che sia, riesci sempre a occuparmi; è un'antica memoria ma che non smette mai di stupirmi e che anzi cresce costante: quando vedo il tuo nome sul telefono o percorro la strada che mi porta a te sento ancora e sempre più crescere l'ansia e so bene che non saprò nascondertela perché, per me, rivederti o risentirti è sempre una trepidazione nuova.
Sono cresciuta anch'io, anch'io ho imparato a controllare parte delle mie emozioni, e solo tu sai bene quanto io abbia pagato per questo, e così ora non ti chiedo più se resterai un giorno oppure un'ora e nemmeno se siamo arrivati all'ennesima ultima puntata di questa nostra antica storia.
Perché quando siamo insieme, davvero non m'importa niente, perché svuoto il mio cuore da domande e risposte, caccio via le malinconie e lascio che emerga quel filo rosso che ci lega da… meglio che io non lo ricordi o una nuova ruga attorno agli occhi verrà fuori… ma davvero ne ho ?
Perché a me sembra che solo il tuo occhio bastardo le veda e, cosa da vero stronzo, l'unico che me le faccia notare!
E' vero però che me lo dici ridendo, che come sempre mi prendi in giro e scherzi... lo so bene. Non ti incazzare.
Dicevo del filo rosso che ci unisce: è sempre prezioso, prezioso e raro perché ha reso unica una storia come tante, un filo che e' stato gomena ma anche cappio, che ci ha indicato spesso la strada come i sassolini di Pollicino ma che, talvolta, ci ha pure guidato per sentieri che forse sarebbe stato meglio non percorrere.
Ma siamo qui, un'altra volta, con i ricordi che mi sbattono in faccia come treni che sfrecciano verso mete sconosciute e mi portano a chiedermi ancora e poi ancora che sara' di noi: di quelli che hanno toccato INSIEME il cielo in una stanza, di quelli che sono sprofondati INSIEME in abissi inenarrabili, di quelli che erano e, lasciami dire, sono e saranno sempre INSIEME.
E' il mio karma, è il tuo karma. E' la storia di due destini che non possono prescindere l'uno dall'altro. Lo sappiamo entrambi.
Cado nel ridicolo se ti dico che ho gli occhi gonfi ora? Forse sì ma me ne frego, me ne frego perché e' con te e solo con te che io so essere davvero me stessa, riesco ad essere il "tuo libro preferito", quando lo dici muovi le mani ad accarezzare l'aria, quelle mani che cosi bene mi sanno suonare e che tirano fuori da me le migliori note che io sappia e possa fare.
E' cosi piena di complimenti per te questa lettera che pare, forse, un epitaffio, ma credimi davvero invece vuole essere l'incipit di qualcosa d'altro anche se... un mese e' passato, brutto stronzo.
Un mese si da quando ti ho chiesto quella cosa, il tempo scorre inesorabile, e tu non hai cambiato idea.
Don't worry.
Non voglio che tu ti senta all'angolo, non ti metto pressione alcuna perché io, io posso aspettarti fino alla fine del mondo.
Perché tu, tu non smetterai mai di essere il centro di tutti i miei pensieri, fino alla fine del mondo.
Ora non mi resta che riscrivere tutte queste parole sul pc senza però rileggerle, per evitare di ricordarmi quanto ti sia schiava e quindi arrabbiarmi ;-) , chiudere poi questi fogli in una busta, scriverci sopra un indirizzo che profuma di patchouli e dare tutto ad un postino che in bici te la farà avere. Tutto molto vintage, vero ?
Fammi un favore non buttarla poi come hai fatto per il resto… resto, credi forse che non abbia notato che porti ancora al polso il mio bracciale di caucciù?
24 anni... roba da Guinness. :-)
Ti bacio, con la foga della prima volta, con la passione dell'ultima volta.
Ne' più ne' meno, nulla è mutato.
E.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl,
year after year,
running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears,
Wish you were here
sabato, maggio 24, 2008
Tempus edax rerum
Te ne sei andata via e ci hai lasciati soli, mi hai lasciato solo.
Te ne sei andata ad un anno esatto dal tuo trionfo.
Te ne sei andata dando una nuova dimensione alle parole calvario e sofferenza.
Tu che potevi avere tutto, non hai mai voluto niente, e quasi ti giustificavi dicendo: "ho fatto una scelta di semplicità" perche' non ti e' mai servito un suv per camminare piu' in alto degli altri, eri sempre la piu' elegante anche senza una griffe addosso e brillavi come una stella anche senza diamanti alle dita.
E come dimenticare le tue incontenibili incazzature per tanti e diversi motivi ed io che ti chiedevo se ne valesse la pena e tu ridendo, poi, rispondevi "ne vale sempre la pena".
Te ne sei andata con l'angoscia di non aver lasciato tutte le cose apposto, perche' sei mesi non sono abbastanza per rimettere in ordine 47 anni di vita intensa.
Ma non ti angustiare, tutto prendera' una forma.
Quando stamattina me l'ha detto credevo scherzasse poi, poi ho visto gli occhi rossi e gonfi.
E il tam tam di bestemmie e preghiere che e' seguito: chi ti prega di dirgli che non e' vero, chi ti fa notare che siamo sempre di meno, chi ti chiede come fare ad andare avanti, chi ti dice che la vita non è giusta e chi chiama, semplicemente, per rimanere in silenzio in attesa di tua una parola che dia un senso.
Ma io di sensi non ne ho, io non ho ne' domande ne' risposte, io sono qui, ora, davanti a questa pagina mezza bianca, confuso.
Non so che pensare, non ho abbastanza immaginazione per tutto questo.
Il buco nero nel cuore si allarga un'altra volta e ti confesso che ora ho un po' paura perche', lentamente, ci dissolviamo nel nulla e abbiamo ancora una miriade di cose da fare, di libri da leggere, di storie da sistemare, di canzoni da cantare ma il tempo ci corre dietro, quel tempo che tutto divora.
Vado avanti, andiamo avanti perché "Ne vale sempre la pena", proseguiro' alla ricerca delle note giuste, le note di qualche canzone che mi aiuteranno a dipingere il tuo viso all'infinito.
Una canzone dedicata a te, a quelli come noi, ai pochi rimasti.
Con me, per sempre.
"...ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro,far l'amore e rotolarsi per terra. Ho visto anche degli zingari felici in piazza Maggiore a ubriacarsi di luna,di vendetta e di guerra".
venerdì, maggio 23, 2008
CLONI DELLA NUTELLA
Per tanti anni sei riuscito a starne alla larga: a volte non erano abbastanza esotici, a volte lo erano troppo. Non ti piaceva l'idea di avere a che fare con una copia perché' se deve essere peccato di gola che almeno ne valga la pena, poi quell'essere cosi' uguale nella confezione ma cosi' diverso nell'etichetta ti ci allontanava ulteriormente.
Poi che succede ?
Ad un certo punto della tua vita ti senti forte, abbastanza forte da lasciarti tentare.
Convinto di avere ormai tutti gli anticorpi necessari abbandoni la diffidenza e ti ci avvicini con fare deciso.
C'è ancora qualcosa che non ti convince ma non dai ascolto a quella voce antica e provi ad aprirla.
Il tappo e' duro da svitare, pare quasi che la filettatura sia fatta apposta per sabotare la volontà' ma con qualche sforzo ci riesci.
Poi e' il momento della chiusura ermetica: la vedi ed e' un po' una delusione perché' non e' di alluminio come quella originale ma di una carta strana, mai vista e un po' diffidi.
Ma stavolta hai stranamente deciso di andare a fondo in una cosa della tua vita e cosi' la stacchi e un po' ci rimani male perché' non si toglie bene ma rimane un po' qua e un po' la', come se fosse indecisa sul da farsi.
Insisti, fai le cose per bene e finalmente arrivi alla crema.
La vedi, e' la sotto che ti aspetta.
L'aspetto e' quello che eri certo di trovare e il profumo invitante ti fa dimenticare le delusioni della chiusura o la fatica del tappo e poi sei un entusiasta per natura, vedi le cose e cerchi di viverle per quello che sono, per quello che sei .
E fai come hai sempre fatto: intingi il dito indice nella crema, lo guardi mentre lo porti alle labbra e lo metti in bocca.
Il clone sa di plastica... come chi te l'ha regalato.
lunedì, maggio 19, 2008
14 APRILE 2008
E' dal 14 aprile che taccio.
Mi sono ripromesso di non cercare l'esilio in Francia.
Ho rassicurato me stesso e chi mi vive attorno dicendo che in democrazia si deve dare una chance a tutti.
Ho anche affermato che l'alternanza e' un principio democratico.
Ho filosofeggiato ricordandomi che "Vox populi Vox dei" anche se poi mi sono ricordato che alla fine fu Barabba quello liberato.
Insomma ho fatto di tutto per non pensare che io di sicuro qualcosa ho fallito nella mia vita e forse, perché no, anche qualcun altro della mia generazione.
Li ricordo tutti anche quelli che non ci sono piu', anche quelli che non vedo da millenni e quel paio di incravattati che vedo in tv in diretta da Montecitorio.
E siamo tutti dei sopravvissuti.
Siamo sopravvissuti al mito della vita bohemienne poi a quello dell'autodistruzione e della new age.
Eravamo troppo giovani per andare in India ma Londra era vicina.
Siamo sopravvissuti al rock satanico ed alle canzoni ascoltate al contrario.
Siamo sopravvissuti al confine sottile tra AutOp e Prima Linea, ai calcinacci del muro di Berlino ma tutti abbiamo avuto la faccia del Che impressa su una tshirt o una spilletta.
Siamo sopravissuti alla fabbrica perche, anche se non ci siamo mai entrati perché eravamo studenti…ma ci credevamo operai.
Siamo sopravvissuti alle cariche della Celere e a quelle degli spacciatori di eroina anche se, nonostante le indicazioni di mia madre, io davanti a scuola non ho mai trovato nessuno che mi regalasse le caramelle con la droga dentro… quanti soldi avrei risparmiato.
I capelli no, quelli non sono sopravvissuti alle creste gialle e viola, ma è sopravvissuta la voglia di vedere le facce disgustate degli stronzi in giro per la citta'.
Eravamo troppo giovani per piangere Jim, Janis e Jimi ma siamo sopravvissuti alle lacrime versate per la morte di Fausto e Iaio.
Siamo sopravvissuti alla fine della rivoluzione sessuale e al timore dell'AIDS, ma qualche conoscente no e milioni di sconosciuti nemmeno ma questo il Papa non lo sa o non gli interessa.
Siamo sopravvissuti ai ministri ex PCI senza credere piu' al "sol dell'avvenir" ma, in fondo, sperandoci ancora un po'.
E abbiamo superato la musica finto rock, la new wave italiana e il free jazz punk inglese.
Molti hanno lasciato pezzi di se stessi lungo la strada, alcuni li hanno ritrovati altri sono stati dichiarati “missing in action”.
E siamo sopravvissuti a noi stessi, talmente sopravvissuti che rifuggiamo l'un l'altro, come poli uguali di calamite diverse.
Credo di aver sbagliato si ma ce l’ho messa sempre tutta e di questo ne vado orgoglioso.
giovedì, aprile 10, 2008
"L'après-midi a' Montparnasse"
"Un grosso armadio a cassettoni pieno di registri,
Di versi, di dolci biglietti, di documenti legali, di romanze,
Con qualche ciocca di capelli avvolta in vecchi scartafacci,
Custodisce meno segreti del mio triste cervello...."
A volte, quando ho piu' dubbi del solito e le poche certezze vacillano... faccio l'archivista. Scartabello memorie, rimescolo ricordi e agito soluzioni ormai decantate alla ricerca di un colore gia' visto, di una nota a margine che mi aiuti a comprendere meglio, di un asterisco che mi riporti a fondo pagina con un'illuminazione.
Succede anche pero' che io mi ricordi che cosi' facendo corra il rischio di fare discorsi concentrici: il proprio passato non e' un capitale che si accumula una volta per sempre ma un punto dal quale ogni volta ripartire verso nuovi traguardi, il piu' delle volte piazzati, infidamente, dietro curve a gomito.
Perche' oggi questo pensiero ? Boh ? E che ne so.
Dentro di me un presente sfocato.
Dietro di me il battere incessante e sempre piu' vigoroso di scheletri rinchiusi temporaneamente negli armadi.
E io, come Lenin, mi chiedo "Che fare ? "
"...È una piramide, un'immenso sotterraneo,
Che contiene più morti che non un cimitero..."
Sara' il cambio di stagione o il global warming ma mi aggiro tra passato e presente alla ricerca del futuro, ho 2 solidissime certezze che pero' non sono argine sufficiente.
Mi rivolgo alla musica ma con poco successo, troppo evocativa e coinvolgente.
Allora i libri... e che leggo ? Il Circolo Dante dove addirittura i fantasmi si aggirano tra il 12° ed il 19° secolo.
Ci riprovo: mi immergo tra gli scaffali della libreria e che mi cade in mano ? I fiori del male.
Basta mi arrendo.
Stacco la spina violentemente e mi fermo qui dove sono, lascio che le cose accadano.
"J'ai plus de souvenirs que si j'avais mil ans"
lunedì, marzo 31, 2008
Altius Citius Fortius

venerdì, marzo 07, 2008
Filippo Tommaso e le domande sceme
Muhadib scrive:
1-Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
Muhadib scrive:
2-Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
Muhadib scrive:
4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità
Muhadib scrive:
7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.
Muhadib scrive:
8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
Muhadib scrive:
11-Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo
Muhadib scrive:
queste non sono frasi vuote e senza senso
Muhadib scrive:
non solo parole roboanti senza nessuna attinenza con il mondo che ci circonda
Muhadib scrive:
questa e' la forza dell'uomo
Muhadib scrive:
questa e' la capacita' dell'essere umano di sovvertire l'ordine naturale delle cose
Muhadib scrive:
e poi, se vuole, ricomporlo nella forma desiderata
Muhadib scrive:
magari quella originaria ma poco importa e' la volonta di farsi carico degli eventi quello che conta
Muhadib scrive:
ricordi quando ti dicevo dell'ansia ?
Muhadib scrive:
c'e' anche in queste righe
Muhadib scrive:
e non nel significato comune che diamo a questa parola
Muhadib scrive:
ma ansia come irrequietezza e voglia di correre verso quello che non conosciamo ma in cui speriamo
Muhadib scrive:
un fiatone perenne con il quale condividere la vita
Muhadib scrive:
la ricerca dello stupore
Muhadib scrive:
non quello procurato ma quello vissuto
Muhadib scrive:
ecco come io vorrei essere
Muhadib scrive:
un treno in corsa
Muhadib scrive:
folle verso la meta ma sempre pronto con la mano sul freno di emergenza
Muhadib scrive:
per fermarsi anche un attimo ad ammirare quello che mi stupisce
Muhadib scrive:
un'opera di Gaudi
Muhadib scrive:
un verso di Rimbaud
Muhadib scrive:
una composizione di Jarrett
Muhadib scrive:
ma anche il ritratto che ti fa tua figlia
Muhadib scrive:
o la prima poesia di tuo figlio
Muhadib scrive:
ecco cosa cerco, ecco cosa bramo
Muhadib scrive:
l'opera dell'uomo
Muhadib scrive:
e l'amore non e' forse la cosa migliore che riusciamo a produrre ?
Muhadib scrive:
non siamo noi dei microcosmi messi uno al fianco dell'altro ?
Muhadib scrive:
e' l'osmosi il segreto
Muhadib scrive:
è l'osmosi la forza
Muhadib scrive:
e tu sei il microcosmo la cui energia osmotica piu' mi pervade
Muhadib scrive:
buona giornata e scusa per il delirio
Muhadib scrive:
un bacio leggero come un rivetto d'acciaio che cade da un grattacielo newyorkese
Muhadib scrive:
una carezza pesante come un'accordo di Tchaikovsky suonato nella tundra
XYZ ha inviato 06/03/2008 9.45:
sono senza parole
XYZ ha inviato 06/03/2008 9.45:
secondo me dovresti mettere queste parole nel tuo blog, qs forza e qs ansia
Muhadib scrive:
perche ?
XYZ scrive:
che domanda scema
XYZ scrive:
perchè sono te
L'HO FATTO SUL SERIO
mercoledì, febbraio 20, 2008
VERBO AVERE: prima persona singolare, tempo imperfetto, modo indicativo.
Avevo un capo: arrivo', anni fa, nella sede di Torino... una donna.
Avevo un capo: litigammo furiosamente e mi mise ad occuparmi di scartoffie.
Avevo un capo: dopo un po' rivide le sue decisioni e mi rimise nel mio ruolo dandomi ancora piu' responsabilita'.
Avevo un capo: mi insegno' ad essere piu' umile e meno presuntuoso.
Avevo un capo: mi chiamava a tutte le ore del giorno e della notte, sabati e domeniche per i dubbi e le incertezze piu' stupide.
Avevo un capo: le insegnai ad essere razionale ed a valutare i problemi con freddezza.
Avevo un capo: lavorava 16 ore al giorno e mi trascinava con se' un giorno si ed uno no.
Avevo un capo: un giorno di luglio fummo inghiottiti da un problema professionale enorme, insieme lo affrontammo ed insieme ne uscimmo vincitori.
Avevo un capo: un giorno le prestai un libro che amavo alla follia, lei lo lesse e restituendolo mi chiese: ma come cazzo fai a leggere 'sta roba ? Era American Psycho di B.E.Ellis.
Avevo un capo: ricevetti un'offerta di lavoro incredibile ma lei mi fece avere quasi tutto quello che chiedevo e non andai piu' via.
Avevo un capo: una domenica pomeriggio mi telefono' per dirmi che la stavano evacuando e mi chiese di andare in ufficio per controllare la situazione... ci andai e tornai a casa dopo 4 giorni, stanco e bagnato. Era il 16 ottobre del 2000, l'alluvione di Torino.
Avevo un capo dalla quale imparai che il lavoro e' importante si ma non vale una vita, un marito e una famiglia... come invece fece lei.
Avevo un capo: pianse di commozione quando nacque il mio primo figlio.
Avevo un capo con la quale le litigate erano diventate confronti.
Avevo un capo: ad un certo punto le nostre strade cominciarono a dividersi: io in giro per il mondo lei sempre a Torino ad affrontare e risolvere problemi.
Avevo un capo dalla quale mi separai definitivamente e per me arrivarono i progetti europei, le Olimpiadi e tante altre cose durate 5 anni, 5 anni segnati da alcune incomprensioni e da poche parole... ma lei per me era sempre il mio capo ed io per lei il "suo ragazzo".
Avevo un capo che ha lavorato 12 ore sabato, 12 ore domenica, 12 ore lunedi e poi martedi' mattina e' stata chiamata dai nuovi "padroni del vapore" che, causa ristrutturazione, l'hanno invitata a non presentarsi il giorno successivo, oggi.
Avevo un capo: alla quale ieri, saputa la notizia, ho restituito le lacrime.
Oggi le ho mandato un sms al cell aziendale del quale, forse, non era piu' in possesso, ma l'ho spedito lo stesso.
"Sinceramente non so se leggerai mai questo messaggio e forse lo faccio piu' per me che per te ma voglio che tu sappia quanto tu sia nei miei pensieri. Ti abbraccio e ti bacio con la certezza che questo per te sara' un momento per rinascere: perche' sei brava, perche' te lo meriti e perche' io ti voglio bene.
Sono B. e tu sei nel mio cuore."
Dopo una trentina di minuti ho ricevuto io un sms, breve, laconico: " TI CHIAMO".
Ho sentito il telefono squillare e la sua voce che, intenta a mascherare l'emozione, mi dice: "Non mollare perche' sei bravo e ti devi far valere e non ti preoccupare per me, mi organizzero' la vita al meglio che posso. Mi faro' viva, lavoreremo ancora insieme."
Alle frasi banali preferisco il silenzio e quindi le ho solo detto "Fatti viva".
E questa ennesima seduta e' per te Paola che tanto mi hai insegnato.
mercoledì, febbraio 06, 2008
YES, WE CAN
Non riesco a smettere di farmi coinvolgere. moriro' fesso ed idealista
mercoledì, gennaio 23, 2008
Open the doors of perception...
Ho frequentato spesso quella gente: ho abitato per lungo tempo in un appartamento nella baia di San Francisco, ero di casa nella libreria di Ferlinghetti tra Broadway e la Columbus, dove conobbi Keruac e Ginsberg, andando sovente a pranzo al Ristorante di Alice con Grace Slick e i Jefferson nelle orecchie.
Non ho mancato l’appuntamento a Berkeley per strappare la cartoline precetto e mangiando fragole e sangue sono salito sulla sella del chopper di Peter Fonda per arrivare fino a Woodstock, di cui pero’ non parlero’ perche’ ne ho ancora addosso molto fango e un po’ di vergogna per quelle immagini dove ballo, nudo, i blues di Janis
Da Woodstock poi il viaggio fino a New York è stato breve e li, l’altra sera, ho conosciuto JUDE e LUCY e ne ho seguito la loro bellissima storia d’amore, passata tra il sogno della pace universale e il Vietnam, tra le dolcezze dei trip chimici e l’amaro delle rivolte nere nei ghetti.
Che dire di Jude ? Beh lui e’ inglese, viene da Liverpool e aveva una ragazza che si chiama MOLLY, si… lei canta in un complesso beat.
E Lucy ? Lucy viene da una buona famiglia borghese della provincia americana e ha un fratello che si chiama MAX.
Ah… dimenticavo… lei ama lanciarsi in alto, verso il cielo... pieno di diamanti.
Si conoscono dopo una serie di vicissitudini a NYC circondati dai loro amici tra i quali mi piace ricordare :
Ed io mi sono unito a loro nel cantare e ballare e quando mi sono apparsi, quasi come in sogno, anche Joe Cocker e Bono, presenti li per arricchire ancor di piu’ la preziosa trama ordita, gioia e tripudio… le mie note sono salite al cielo, anzi al piano di sopra perche’ partendo da un divano tanto in alto non si puo’ andare se non con il cuore.
Era un film, un bellissimo film… per me capolavoro che si chiama ACROSS THE UNIVERSE e racconta di questa storia d’amore attraverso 33 canzoni dei Beatles che i protagonisti reinterpretano in maniera divina.
Si forse e’ SOLO una storia d’amore ma a me va bene cosi’ anche perche’ sono stanco di vedere film che ritraggono le “miserie della nostra societa’ ed i suoi conflitti”, e poi domandarmi, desolato e triste, davanti ai titoli di coda… ma chi cazzo me lo fa fare ?
Ora gira cosi’… disimpegno a go’ go’, cazzeggio come se piovesse e sara’ una stagione monsonica lunga e umida mi sa.
lunedì, gennaio 14, 2008
PEZZI DI VETRO
Raramente anzi quasi mai, per fortuna, mi sono imbattuto in fenomeni strani, situazioni apparentemente inspiegabili... No, non intendo storie tipo quello che si risveglia e legge sullo specchio, scritto con il rossetto "WELCOME TO THE AIDS WORLD" o le storie di reni asportati per via del traffico di organi, anche perche' io non uso cosmetici, ho una grafia incomprensibile e l'unico organo buono e funzionante che posso permettermi di dare ad altri è un vecchio Bontempi arancione appartenuto a mio fratello che aveva un suono da film dell'orrore anni 30.
Pero', qualche giorno fa, mentre un amica, una delle poche persone che tiene il mio cuore al guinzaglio, mi sottoponeva ad un triplo bypass cardiaco, chiacchierando mi sono ricordato dell'inspiegabile fenomeno di PEZZI DI VETRO e della C60 fatata.
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, dove M, P e 3 erano solo 3 caratteri alfanumerici e CD due lettere consecutive, un'amica mi presto' un vinile, un mitico LP: fetish e sensuale nel suo essere tutto di vinile nero con l'ombelico colorato di verde.
Si trattava di RIMMEL di De Gregori, forse il disco italiano più bello che io abbia mai sentito, sicuramente uno della mia TOP 5 italiana, cosi' bello che decisi di registrarlo.
E cosi', un pomeriggio di fine anni 70, io e la mia amica Barbara, detta "Confetto" ma questa e' un'altra storia, decidemmo di cogliere la ghiotta occasione dell'inaspettato prestito e armati di cassette C60 e di un giradischi decidemmo di diventare schiavi per sempre dalla magia di quelle canzoni.
Nel religioso silenzio della mia cameretta, appoggiammo il microfono del registratore davanti all'altoparlante del giradischi e schiacciammo REC sul registratore.
Non una mosca volava, non un gemito ci facemmo scappare: la sacralità dell'atto non consentiva alcun rumore che potesse inquinare gli innumerevoli ascolti successivi.
Rimmel, Pezzi di vetro, Il Signor Hood.... shhhh.... schiaccia PAUSE e gira il disco.
OK... togli la pausa... Shhhhhh: Pablo, Piano Bar, Piccola mela.... beh ora lascialo andare anche se finisce il disco noi andiamo avanti.
E cosi' facemmo per due volte consecutive: una cassetta per lei, una per me e il disco indietro alla legittima proprietaria.
Dopo qualche giorno ascoltai la cassetta che, a parte il fisiologico "crac crac" di sottofondo e date per scontate le limitazioni tecnologiche, era veramente bella.
Che dire di Rimmel che non si sia gia' scritto ? Le pagine chiare e le pagine scure, le carte spedite ad un indirizzo nuovo ? No, quella canzone diceva tutto da sola. Poi seguiva PEZZI DI VETRO, la piu' bella dell'album, specie per quella voce femminile che faceva il controcanto...
- Controcanto ? Rispose Confetto quando le commentai il disco qualche tempo dopo.
- Ma che stai dicendo ? Hehe... di che ti sei fatto ?
- No, no di niente, credimi. Ma scusa, perche' dici cosi ?
- Perchè non c'e' nessun controcanto, nessuna voce femminile in quella canzone.
- Secondo me non l'hai sentita, perche' la voce c'e' ed e' pure bella.
- E secondo me tu hai visto la Madonna !
E la discussione fini' li, dove invece fini' la cassetta con quella registrazione me lo chiesi per anni.
Spari' e basta come tante cose di quella mia vita veloce ed affannata.
Negli anni a seguire ho cercato ovunque la prova dell'esistenza di quella versione della canzone con la vocina dietro: live, unplugged, cover, cazzi e mazzi ma niente !
Sempre lui, solo lui a cantare dell'ombrello teso tra la terra e il cielo e del prezioso tentativo di stupire.
E ora, un'era geologica dopo, PEZZI DI VETRO per me resta cosi': con una voce femminile dolce e lieve a sottolineare i passaggi tra una strofa e l'altra, e quando la ricordo io la ricordo in questo modo... ma la cosa piu' ridicola succede quando la canto... lascio spazio a De Gregori e FACCIO IO IL CONTROCANTO ! Che fesso !
Lucciole per lanterne ?
Eccesso di additivi ?
Io ho formulato la mia teoria: la mia cameretta si trovava sopra un antico cimitero e la voce era quella di una druida oppure, e questo mi piace meno, era quella di un antico guerriero gallico...Obelix con la voce della Iervolino ?
Ne sono certo.


